Viarigi sorge su un colle del Basso Monferrato, affacciato verso la pianura alessandrina, dove per secoli ha segnato il confine meridionale del Marchesato.
Il nome è di origine germanica: le prime scritture del 1041 parlano di "Cortem de Vigarisio", poi Viarixius e Viarisius. Con ogni probabilità deriva dal nome personale Vidaris.
Sulle rovine dell'antico castello, intorno al 1320, venne eretta la Torre dei Segnali: 26 metri e mezzo di altezza, coronati da merli ghibellini "a coda di rondine". Da qui, con fuochi e segnali ottici, Viarigi comunicava con le torri di Montemagno, Grana, Casorzo e Moncalvo. Donata al Comune nel 1998 e restaurata, oggi fa parte del circuito dei "Castelli Aperti".
Ogni estate, da oltre trent'anni, le piazze del borgo si trasformano in palcoscenico per SaltinPiazza, il più longevo festival di teatro di strada del Piemonte.
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Due calici si incontrano nel cielo di Viarigi, sospesi sopra le colline del Monferrato come in un brindisi alla terra e alle sue storie. Il paesaggio vitivinicolo diventa così parte del gesto quotidiano del bere insieme: il vino non è soltanto un prodotto, ma un modo per celebrare un territorio e la sua cultura.
Sul colle emerge la Torre dei Segnali, antica torre di avvistamento che domina il paesaggio e racconta un Monferrato fatto di colline, borghi e fortificazioni. Costruita intorno al XIV secolo, la torre aveva il compito di comunicare a distanza attraverso segnali di fumo, fuochi e superfici riflettenti.
Nell’illustrazione ho immaginato questo paesaggio come un luogo di incontro tra passato e presente: la torre osserva le colline mentre due calici si cercano, trasformando il panorama in un brindisi condiviso.
