Moncalvo si allunga su un colle nel cuore del Monferrato, come una roccaforte che sbarra la strada verso Casale e la pianura.
Il nome viene dal latino Mons Calvus, il "Monte di Calvo": il nobile romano che qui costruì la villa attorno a cui crebbe il borgo.
Fu una delle principali fortezze del Monferrato e rimase tale fino al 1690. Del castello dei Marchesi restano i torrioni, uniti dal camminamento di ronda, affacciati sulla grande piazza del mercato.
Nel 1705 il duca Ferdinando Carlo Gonzaga la nominò Città. Da allora Moncalvo è conosciuta come "la città più piccola d'Italia".
Il suo prestigio convinse il pittore Guglielmo Caccia a sceglierne il nome come nome d'arte: "il Moncalvo", maestro della Controriforma piemontese. Ancora oggi le sue tele e quelle della figlia Orsola arricchiscono le chiese cittadine.
Scopri l'opera di Chiara Troisi dedicata a Moncalvo.

Tambass vuole rendere omaggio alla tradizione del tamburello a muro, uno sport che nel 2026 festeggia cinquant’anni.
Germogliato in un territorio ristretto, fra la provincia di Asti e quella di Alessandria, si distingue dal tamburello più classico proprio per la presenza del muro, il bastione di mattoni che solitamente affianca la piazza principale dei paesi monferrini, elemento fondamentale del gioco.
I grandi giocatori del tambass, infatti, conoscono e sfruttano le caratteristiche dei muraglioni per i rimbalzi della palla.
Sono proprio loro i protagonisti di quest’opera. Sullo sfondo il muraglione con la torre di Moncalvo, teatro di numerosissime sfide a suon di rimbalzi monferrini. L’opera è realizzata con un mix di tecniche diverse: disegno a matite acquerellabili, pastelli ad olio per conferire la texture e il digitale per la post produzione.